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Le news e gli italiani: dalla carta stampata, alla rete al mobile

L’informazione: da rito a puzzle

ricerca a cura di Lella Mazzoli, Fabio Giglietto, Alessandro Bellafiore, Mario Orefice


[report completo| questionario | presentazione | dataset spss]


SURVEY OVERVIEW

1. Nonostante l’enfasi sulla rete sono ancora i media tradizionali a dominare la scena in Italia. La TV è ancora di gran lunga il mezzo di informazione più utilizzato (90,8%) e quello considerato più influente nella formazione delle opinioni (62,1%). Mentre negli Stati Uniti Internet ha di recente scavalcato per utilizzo radio e carta stampata, nel nostro Paese la rete è ultima fra i mezzi di comunicazione presi in esame tanto per utilizzo quanto per influenza percepita;

2. Sono tuttavia pochi (4%) gli italiani che si affidano a una sola piattaforma informativa; Il 50,5% usa una combinazione di fonti informative online ed offline e quasi la metà dei nostri connazionali (48,7%) dichiara di usare 5 o più mezzi di comunicazione (radio, tv locale, tv nazionale, allnews, stampa locale, stampa nazionale, internet). L’avvento dei nuovi media sembra procedere dunque più per espansione che per sostituzione. Non si può dunque prescindere da questa logica di sistema per comprendere come è cambiato e come cambierà il consumo di news;

3. Adulti e anziani dichiarano di informarsi più spesso e con più assiduità rispetto ai giovani. L’impressione è che questa differenza evidenzi un nuovo modo di fruire l’informazione che nel caso dei giovani è meno sistematico e più “opportunistico”: a puzzle. Il 60,9% degli online news consumer (51,1% della popolazione ma 93,8% nella fascia 18-29 anni) si informano infatti attraverso portali internet che aggregano notizie come Google News, MSN e Libero notizie, nel 62,7% dei casi utilizza fra 2 e 5 siti web per informarsi, nel 23% dei casi ottiene informazioni da altre persone o organizzazioni seguite su Facebook (inclusi parenti e amici personali) e nell’84,5% dei casi dichiara di gradire imbattersi in notizie e informazioni che riguardano argomenti sui quali non si erano soffermati in precedenza (contro un 73,5% del resto del campione). Gli online news consumer sono inoltre più critici nei confronti del sistema dei media (solo la metà si fida della TV – contro il 63,2% dei consumatori offline – 82,9% ritiene che la maggior parte delle fonti di informazione siano schierate e il 75,7% che vi siano notizie rilevanti volutamente omesse);

4. Infine, anche in Italia, l’informazione inizia a diventare mobile (il 14,4% del campione – meno della metà del dato americano e il 27% di chi naviga in Internet – si informa anche attraverso il proprio cellulare), personalizzata (il 19,9% personalizza la sua pagina iniziale di internet per includere le sue fonti informative o temi preferiti) e partecipativa (il 36,4% degli utenti di siti di social network ha contribuito alla creazione di news, ha inserito commenti o diffuso notizie attraverso la posta elettronica e i siti di social network come Facebook e Twitter). Quest’ultimo dato appare in linea con quanto emerge dall’indagine d’oltreoceano. In particolare le pratiche di comportamento degli online news consumer e dei participatory news consumer mostrano affinità più che differenze.

I risultati di questo report sono basati su dati derivanti da interviste telefoniche condotte per l’Università di Urbino Carlo Bo da Demetra fra il 10/12/2010 e il 21/12/2010 su 1009 italiani adulti di età superiore a 18 anni. L’indagine iniziale è stata condotta attraverso telefonia tradizionale (N=1009) ed è pensata per essere rappresentativa di tutta la popolazione adulta italiana in possesso di telefonia fissa. Per i risultati basati sul campione complessivo si può dire con un livello di confidenza del 95% che il margine di errore attribuibile al campionamento o ad altri effetti casuali è più o meno 3,09%. In un momento successivo (dal 27/01/2011 al 5/02/2011) è stato inoltre realizzato un sondaggio di approfondimento sull’informazione in mobilità che ha coinvolto un gruppo di riferimento empirico costituito da 206 italiani adulti di età superiore a 18 anni in possesso di telefono cellulare. Queste interviste sono state condotte attraverso la telefonia mobile con una metodologia sperimentale basata sulla generazione casuale di numeri.

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