Progetto di Ricerca / Research Project
Locative media e mediaspazi: nuove forme di urbanesimo partecipativo
Il mio progetto di ricerca si propone di analizzare il modo in cui gli ambiti di azione individuale e collettiva si ridisegnano nello spazio urbano della città mediale attraverso le pratiche sociali che fanno uso di locative media. S’intende con questo termine l’insieme delle pratiche comunicative place-bounded, a carattere generalmente collettivo e collaborativo, che comprendono diverse forme di geoannotazione e mapping esperienziale, o anche eventi artistici, narrativi, ludici e teatrali, nonché le applicazioni consentite dai social network locativi, in cui diverse tecnologie di posizionamento e visualizzazione (GPS, RFID, wireless networks, computer ubiqui, cellulari dotati di software location-based, wearables, bluetooth…) sono criticamente re-impiegate in una prospettiva anticorporativa, user-oriented e bottom-up.
Di contro all’idea comune che associa il luogo, in opposizione allo spazio, all’immediatezza e all’autenticità del vissuto di comunità naturalmente appartenenti a tale luogo, e che vorrebbe interpretare la svolta situazionale dei new media come un “ritorno” alla vita vissuta da gruppi che si “ritrovano” nella e ritrovano la dimensione locale, è mia intenzione argomentare come le pratiche situate dei locative media mettano piuttosto in rilievo il carattere già mediale e mediato dei luoghi urbani e delle comunità che li esperiscono, le quali, più che far parte di un luogo, si costruiscono e significano attraverso le pratiche stesse cui “danno luogo”. Luoghi in cui, cioè, la coimplicazione fra media e spazio sociale racchiude già al suo interno le proprie cartografie mobili.
In quest’ottica, tutti i new media possono apparire come “locative”, dal momento che anche lo spazio digitale è sempre radicato, embedded, nelle pratiche materiali e negli immaginari in cui le relazioni tra gli attori sociali si articolano attraverso diverse “culture medianti” storicamente, socialmente e geograficamente posizionate. La novità allora, non sta tanto nel legame ritrovato fra nuovi media e luoghi “reali” che i locative media pongono più chiaramente in evidenza. È semmai necessario, nell’affrontare un’analisi delle pratiche locative, porre l’accento sull’aspetto relazionale, performativo e processuale proprio dei contesti in cui tali pratiche “fanno luogo”, e al contempo in cui le comunità che li abitano si co-generano attraverso le mediazioni che li attraversano, ovvero sul carattere di “mediazione al quadrato” che i locative media portano in primo piano.
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