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	<description>Luca Rossi personal page</description>
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		<title>Mapping Twitter: conversazioni vs broadcasting</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 19:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel&#8217;ultimo anno il dibattito nazionale su Twitter è stato segnato soprattutto dalla sua diffusione tra i personaggi famosi ed una conseguente maggior diffusione anche all&#8217;interno di &#8220;nuove&#8221; fasce della popolazione. In molti hanno fatto notare come l&#8217;arrivo dei vip su Twitter (re)introducesse di fatto una logica di tipo broadcasting fatta di pochi leader e da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel&#8217;ultimo anno il dibattito nazionale su Twitter è stato segnato soprattutto dalla sua diffusione tra i personaggi famosi ed una conseguente maggior diffusione anche all&#8217;interno di &#8220;nuove&#8221; fasce della popolazione. In molti hanno fatto notare come l&#8217;arrivo dei vip su Twitter (re)introducesse di fatto una logica di tipo broadcasting fatta di pochi leader e da molti follower. Altri hanno messo in evidenza come la distinzione tra pochi vip e molti utenti comuni producesse <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2011/12/20/accattonaggio-digitale/">bizzarri quanto affascinanti fenomeni </a>come l&#8217;uso del RT come moneta reputazionale (&#8220;Per favore mi retwitti?&#8221;).<br />
In realtà, come spesso accade, all&#8217;interno delle piattaforme mediali le pratiche sociali tendono a coesistere. Per questo a fianco delle nuove forme neobroadcasting esistono &#8211; e sono vive e vegete &#8211; le forme conversazionali che siamo più abituati ad associare al web 2.0.<span id="more-172"></span><br />
Analizzando alcuni dati preliminari per una ricerca che stiamo facendo sulle conversazioni Twitter durante la messa in onda di spettacoli TV siamo incappati in una curiosa visualizzazione che mostra proprio la coesistenza tra queste due dinamiche.<br />
I tweet sono quelli dell&#8217;hashtag #concertodicapodanno il tradizionale concerto del primo giorno dell&#8217;anno trasmesso in eurovisione.<br />
La visualizzazione che vedete sotto mostra le catene di reTweet tra gli utenti partecipanti alla conversazione. In pratica i nodi visualizzati sono solo quelli che hanno effettuato almeno un retweet di un messaggio postato da un altro utente o che hanno ricevuto almento un retweet di un proprio messaggio. Grandezza e colore del nodo sono invece proporzionali al <em>weighted degree</em> del nodo stesso ovvero al numero di archi incidenti nel nodo pesato per tener conto anche di quante volte un utente viene retwittato dallo stesso utente.<br />
<script type="text/javascript" src="http://zoom.it/XDIv.js?width=auto&amp;height=400px"></script><br />
È interessante notare come all&#8217;interno di questa visualizzazione si possa notare chiaramente la coesistenza di due pratiche comunicative completamente diverse: da un lato &#8211; in alto a dx &#8211; abbiamo un tweeti Lorenzo Jovanotti (@lorenzojova) che viene retwittato da moltissime persone apparentemente sganciate tra loro. All&#8217;altro angolo dell&#8217;imagine &#8211; in basso a sx &#8211; vediamo invece come i tweet di @TweetDisco54 vengano retwittati da un gruppo di utenti che però appare retwittarsi reciprocamente in maniera intensa. Se da un lato @lorenzojova è un singolo e questa natura appare evidente anche dalla struttura della rete di RT nella quale è inserito dall&#8217;altro lato l&#8217;utente @TweetDisco54 è solo l&#8217;utente più in evidenza di un gruppo di utenti che evidentemente si leggono reciprocamente e si retwittano vicendvolmente.<br />
Due dinamiche molto diverse che però convivono tranquillamente all&#8217;interno delle dinamiche rese possibili dalle #hasgtag conversations.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>#risorgiblog, alzati e cammina</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con grande mestiere e scelta di tempo Giovanni ha rianimato il dibattito sulla morte dei blog proprio in concomitanza con il divano post pranzo nataliazio. Cosa c&#8217;è di meglio per il blogger appesantito da troppo panettone che scrivere di blog ricordandoci l&#8217;eterna autoreferenzialità della blogosfera?! Ovviamente lo spunto è stato raccolto da più parti (qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con grande mestiere e scelta di tempo <a href="http://mediamondo.wordpress.com/">Giovanni</a> ha rianimato il dibattito sulla morte dei blog proprio in concomitanza con il divano post pranzo nataliazio. Cosa c&#8217;è di meglio per il blogger appesantito da troppo panettone che scrivere di blog ricordandoci l&#8217;eterna autoreferenzialità della blogosfera?! Ovviamente lo spunto è stato raccolto da più parti (<a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1487">qui</a>, <a href="http://www.mantellini.it/?p=16984">qui</a>, <a href="http://theblogup.blogspot.com/2011/12/blog-alla-riscossa.html">qui</a>, <a href="http://www.catepol.net/2011/12/30/blog-blogger-blogosfera-social-network-e-risorgiblog/">qui</a> e poi vi leggete lo storyfy del hashtagr #<a href="http://storify.com/gba_mediamondo/risorgiblog#">risorgiblog</a> se ne volete ancora).<br />
Il tutto poi si conclude (?) oggi quando con un colpo da maestro <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2011/12/30/conversazioni-intorno-alla-rinascita-dei-blog">GBA se ne esce su Apogeo Online </a>con un articolo che parla del futuro guardando al passato.. parla di blog, blogger e social media con alcuni che ne sanno. Chapeau!<span id="more-166"></span></p>
<p>In tutta questa storia, partendo dal <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2011/12/27/per-un-uso-ecologico-di-twitter/">post iniziale di GBA</a>, c&#8217;è però qualcosa di più interessante che non il futuro del blog. Tant&#8217;è che la frase &#8220;<strong>nel 2012 rivedremo crescere i blog come luoghi di conversazione su contenuti segnalati e “curati” su Twitter</strong>&#8220;, potrebbe essere considerata nient&#8217;altro che un titolo da giornale un po&#8217; accattivante pensato solo per solleticare l&#8217;ombelico del blogger annoiato.<br />
Il punto è un&#8217;altro.</p>
<p>Il punto è nel rapporto all&#8217;interno dell&#8217;ecologia dei media digitali tra spazi <em>curati</em> e spazi <em>conversazionali</em> e di come il collasso di questi due abbia portato alcuni a pensare che non possano (o non debbano) essere scissi.<br />
Giovanni sostiene che &#8220;<em>Twitter è un ambiente che mal si presta alla realtà conversazionale e all’approfondimento del pensiero.&#8221; </em>e quindi c&#8217;è la necessità di &#8220;<em>ritrovare un equilibrio nell’ecosistema delle relazioni sociali rapportate alle esigenze informative, di confronto ed intrattenimento.</em>&#8221;</p>
<p>Qui, personalmente, credo che vi sia un errore .<br />
Ovvero quello di pensare che l&#8217;equilibrio dell&#8217;ecosistema sia osservabile a livello dei singoli utenti (o di un campione non rappresentativo di essi).<br />
Provo a spiegarmi.</p>
<p>L&#8217;evoluzione dei social media, per come l&#8217;abbiamo conosciuta partendo dai blog, ha sempre visto una forte sovrapposizione tra ambiti di discussione ed ambiti relazionali. Nei primissimi blog la cosa era assolutamente sovrapposta portando &#8211; anche in fase di analisi &#8211; a considerare il blogroll e i commenti come indicatori di connessioni e viceversa. Questa dinamica ha generato la pratica di &#8220;curare&#8221; notizie/informazioni/contenuti all&#8217;interno di logiche relazionali. In quest&#8217;ottica abbiamo visto nascere e svilupparsi molti di quei fenomeni che hanno fatto la rivoluzione del web2.0.</p>
<p>Da un certo momento in avanti però la rete ha offerto un numero crescente di esempi di individui che si creavano uno spazio di rete all&#8217;interno del quale la relazione sembrava avere sempre (o quasi) la meglio rispetto alla cura dei contenuti. O meglio: i contenuti c&#8217;erano ma avevano spesso una natura talmente quotidiana e minima che i blogger, quelli veri, non li consideravano neanche tali. Così la blogosfera italiana a suo tempo si autorappresentava escludendo &#8211; come non esistessero &#8211; i tantissimi <em>blog</em> aperti su MSN Live Space dai ragazzini tra una chat MSN e l&#8217;altra. Quegli ambienti &#8211; che spesso contenevano solo contenuti creati da altri &#8211; come gli spazi tumbler poi o le condivisioni su Facebook e i 140 caratteri di Twitter forse dovrebbero far pensare che non tutti sentono  la necessità di curare i contenuti.</p>
<p>Certo c&#8217;è chi sente questa necessità e trova riduttivi (o nulli) gli spazi di interazione resi possibili da ambienti come Twitter. Per questi i blog (o gli spazi che verranno) continueranno ad esistere. Ma la dimensione di massa della rete, quella <em>fruizione non troppo attiva</em> che unisce gli spettatori dei prodotti TV attorno ad un hashtag o chi fa like ad una pagina FB o chi saluta i propri amici su Twitter,  non può essere ignorata quando si immaginano gli scenari per il futuro a meno che non si voglia continuare a guardarsi l&#8217;ombelico scambiandolo per il mondo.</p>
<p>Il punto non è quindi se il blog abbia ancora qualcosa da dire ma che la necessità di uno spazio curato (sia tecnicamente un blog o altro poco importa) in rete non è una necessità di tutti e che la presenza in rete ogni sembra &#8211; dati alla mano &#8211; poter essere appagante anche in un contesto costruito eminentemente sulle relazioni dove i contenuti sono spesso pretesti per le relazioni. In fondo la storia dei media ha sempre visto i curatori come un sottoinsieme dei fruitori ed il fatto che questi due insiemi potessero coincidere in maniera semplice è un&#8217;illusione che dovremmo cercare di superare.</p>
<p>Anche perché gli ambienti come Twitter sembrano poter supportare forme relazionali estremamente complesse pur nei limiti tecnici dei 140 caratteri.. come mi sembra mostri un piccolo esempio di conversazione raccolta dai tweet pubblici di  prima dell&#8217;estate all&#8217;interno di un&#8217;acquisizione di dati per un&#8217;altra ricerca:</p>
<blockquote><p><em>a</em> buongiorno #####! Sono riuscito davvero a dormire sino alle 10&#8230;record!<br />
<em>b</em> @#### ciao! ^__^ passato il mal di testa? Immagino di si. <img src='http://larica.uniurb.it/redline/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )<br />
<em>a</em> @#### si,certo.dopo una bella dormita,tutto apposto.oggi c è una giornata bella e fresca,spettacolare&#8230;a te tutto bene?<br />
<em>b</em> @#### ehh si si <img src='http://larica.uniurb.it/redline/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) vado al mare da aprile, pensa un po <img src='http://larica.uniurb.it/redline/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )<br />
<em>a</em> @#### fai bene. Sarai già bella abbronzata&#8230;<br />
<em>b</em> @#### appena uscita dall ufficio <img src='http://larica.uniurb.it/redline/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) caldo infernale e me ne vado al mare, anche se con qualche nuvola<br />
<em>a</em> @#### no, in realtà mi piace stare in acqua e non sono così nera <img src='http://larica.uniurb.it/redline/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )<br />
<em>b</em> @#### ma vai da sola al mare?</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di Twitter, metriche e limiti dell&#8217;analisi</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 15:20:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Recentemente nella social sfera italiana è scoppiato un gran interesse attorno a Twitter (qui, qui e altrove). Ora, si dice, è diventato di massa. Ora che abbiamo le tweet star, che ne ha parlato il TG1 e che Riccardo Luna ne ha scritto su Repubblica Twitter è stato definitivamente sdoganato ed è entrato nella nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente nella social sfera italiana è scoppiato un gran interesse attorno a Twitter (<a href="http://diparipasso.com/2011/11/30/ma-in-fondo-che-tweetimporta/">qui</a>, <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2011/12/01/la-trasformazione-di-twitter-vista-da-dentro/">qui</a> e altrove). Ora, si dice, è diventato di massa. Ora che abbiamo le tweet star, che ne ha parlato il TG1 e che <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/30/news/pazzi_per_twitter-25821671/">Riccardo Luna ne ha scritto su Repubblica</a> Twitter è stato definitivamente sdoganato ed è entrato nella nostra dieta mediale quotidiana. Dal canto mio vorrei evitare di entrare in questa discussione e mi limito a sorridere rispetto a come &#8211; volenti o nolenti &#8211; l&#8217;agenda della riflessione sui nuovi media sembra essere dettata con spietata puntualità dai vecchi media.<br />
<span id="more-149"></span><br />
Tra le molte riflessioni interessanti che si sono lette in giro in questi giorni Francesca Comunello prova &#8211; giustamente &#8211; ad inquadrare Twitter <a href="http://asaudience.wordpress.com/2011/11/30/twitter-e-un-social-network-site-cosa-ci-fanno-le-star-qualche-riflessione/">all&#8217;interno di una prospettiva più ampia</a> che prende in considerazione la sua natura (o meno) di SNS e ricorda le cose che sappiamo ( o dovremmo sapere) della scienza delle reti. In quest&#8217;ottica sottolinea come le reti sociali online di una certa dimensione tendano a configurarsi (come ci ha ricordato allo sfinimento <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Albert-L%C3%A1szl%C3%B3_Barab%C3%A1si">Barabasi</a>) come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_a_invarianza_di_scala">reti a invarianza di scala</a> ovvero come reti dove la distribuzione delle connessioni tra i nodi non segue un principio <em>democratico</em> ma è caratterizzata da alcuni hub iperconnessi e da molti nodi scarsamente connessi. In quest&#8217;ottica la presenza di alcuni nodi <em>star</em> seguiti da moltissimi follower è strutturalmente compatibile con la natura stessa delle reti, con buona pace dell&#8217;ideologia della rete come un luogo paritario.</p>
<p>A questo punto vorrei però provare ad aggiungere alcuni elementi a questa riflessione. Twitter è sicuramente un network costituito da milioni di utenti (nodi) legati tra di loro da una relazione non necessariamente reciproca di following. Al tempo stesso però Twitter è anche molto di più perché i messaggi (i tweet) non necessitano di questa rete per essere letti. In altre parole se l&#8217;elenco delle persone che seguo definisce il mio network, i messaggi con i quali posso entrare in contatto sono anche quelli all&#8217;esterno di esso. Un esempio in questa direzione sono le conversazioni che vengono aggregate attorno ad hashtag specifici che nascono per commentare insieme uno specifico evento o prodotto. Queste conversazioni non avvengono tra autori che appartengono alla stessa rete (anche se fossi un nodo completamente isolato all&#8217;interno della rete di twitter potrei partecipare lo stesso ad una conversazione di questo tipo e leggere i messaggi degli altri utenti) ma creano <em>insiemi</em> di utenti che sono reciprocamente visibili proprio in funzione dell&#8217;hashtag. Inoltre all&#8217;interno di queste conversazioni il numero di followers di ogni singolo utente è teoricamente ininfluente rispetto alla visibilità dei suoi messaggi all&#8217;interno dell&#8217;hashtag-conversation.</p>
<p>Questa dinamica è interessante per due ordini di motivi. Da un lato mostra la natura ancora in fase di determinazione di Twitter e come gli utenti possano, con le loro pratiche d&#8217;uso, ridefinire la tecnologia. Dall&#8217;altro lato è interessante perché le dinamiche sociali che avvengono &#8211; ad esempio- nelle conversazioni create dagli hashtag non sono facilmente studiabili con gli strumenti che la scienza delle reti e la Social Network Analysis ci mette a disposizione. La SNA, infatti, dispone oggi di molti strumenti e metriche in grado di misurare il ruolo e le attività di un untente all&#8217;interno della rete a patto però di poter stabilire chiaramente delle connessioni (uni o bidirezionali non importa) tra più utenti. In altre parole prima di poterne fare <em>l&#8217;analisi</em> abbiamo bisogno di costruire il <em>social network</em>.<br />
A questo punto il problema è: come possiamo costruire un netwokr (ovvero un insieme di nodi collegati da archi) a partire da quello che accade su Twitter dove solo alcuni dei messaggi avvengono all&#8217;interno della rete dei followers e moltri altri avvengono all&#8217;interno di uno spazio <em>altro</em> definito, ad esempio, da un hashtag?<br />
Il problema non è un semplice esercizio teorico perché per poter estendere a quanto avviene su Twitter le conclusioni che Barabasi dimostra &#8211; tra le altre cose &#8211; per quanto riguarda la distribuzione dei link per i siti web, abbiamo bisogno di capire se ed in quale misura Twitter (e quanto vi avviene) è descrivibile in termini di network (senza ridurlo a qualcos&#8217;altro). Capire questo avrebbe un impatto profondo su molte dinamiche sociali contemporanee: dalla diffusione delle notizie in rete alle forme di coordinamento delle proteste che sembrano trovare su Twitter un terreno tanto congeniale. Al tempo stesso ci permetterebbe di applicare a Twitter (e non solo) tutta una serie di misure (come le misure di centralità) che sono state sviluppate nell&#8217;ambito della SNA per indviduare i nodi più importanti all&#8217;interno di una rete ma che, quando vengono applicate a Twitter, semplicemente non funzionano o sollevano non pochi dubbi.<br />
La ricerca in quest&#8217;ambito è ancora allo stato embrionale e spesso si nasconde sotto nomi diversi (Dynamic Social Network Analysis, Multi-Layered Social Network Analysis, Multidimensional Social Networks e altri ancora) ma procede con relativa velocità pur non venendo spesso applicata (e questa è colpa in parte di noi sociologi) agli ambienti che più di altri potrebbero fornire una marea di dati reali con i quali confrontarsi: i social media.</p>
<p>In chiusura vorrei provare a tornare sul una domanda che era sottesa al post di Francesca con il quale ho aperto: <em>La verticalità tra molti utenti normali e pochi vip è intrinseca anche a Twitter in quanto è una rete sociale? </em></p>
<p>Forse. Per quanto riguarda il rapporto following/followers sicuramente si, ma Twitter è anche tanto altro e per quanto riguarda questo altro, è tutto da dimostrare. </p>
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		<title>ASONAM 2011 Best Paper Award</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 11:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[During the ASONAM 2011 conference in Keohsiung (Taiwan) our paper The ML-model for multi-layer social networks has been awarded with the Best Paper award (full paper). You can download our paper in the &#8220;paper section&#8221; on the SIGSNA website.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:en--><img alt="" src="http://larica.uniurb.it/sigsna/files/2011/07/277779_2220538641892_1500467513_2425466_4028208_o.jpg" title="ASONAM 2011" class="alignnone" width="70%" ></p>
<p>During the ASONAM 2011 conference in Keohsiung (Taiwan) our paper <em>The ML-model for multi-layer social networks</em> has been awarded with the Best Paper award (full paper).<br />
You can download our paper in the <a href="http://larica.uniurb.it/sigsna/papers/">&#8220;paper section&#8221; on the SIGSNA website</a>.<!--:--></p>
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		<title>The expanded Glee narrative and the emergence of disperse audience on YouTube</title>
		<link>http://larica.uniurb.it/redline/2011/05/26/the-expanded-glee-narrative-and-the-emergence-of-disperse-audience-on-youtube/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 17:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Yesterday I was at the MediaMutation3 conference with Agnese Vellar. We presented a talk about the study of Glee audience and fandom on YouTube . The research (see the slides blow) addressed a couple of interesting research questions for contemporary fan studies and audience studies. We were interested in understanding if (and with what kind [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:en-->Yesterday I was at the <a href="http://www.mediamutations.org/">MediaMutation3 conference</a> with <a href="http://agnesevellar.wordpress.com/">Agnese Vellar</a>. We presented a talk about the study of Glee audience and fandom on YouTube . The research (see the slides blow) addressed a couple of interesting research questions for contemporary fan studies and audience studies. We were interested in understanding if (and with what kind of implications) YouTube could be considered an online space for the observation of specific fandom of tv series. While most of fan communities studies take place in specific (dedicated?) online spaces we wanted to observe how a mainstream product, such as glee, generates online interaction in a specific online space (with its own culture) such as YouTube.<br />
In order to deal with these questions we used a mixed methodology based on the analysis of the 100 most viewed glee videos on YouTube. Starting from these videos we made an analysis of the of the video typologies and of the comments arising around them. In addition we retrieved the friends list of the authors of the videos and we mapped them (authors + authors&#8217; friends) with Social Network Analysis techniques. </p>
<p>Most interesting findings so far (we made a preliminary presentation, we&#8217;re still working on it) that most of the Glee content share on YouTube is not a derivative work but seems to be posted online just with a &#8220;promotional&#8221; function of the series itself. Nevertheless by doing this the users gain a specific reputation of reliable sources for Glee videos. Please note that despite the fact that FOX itself shares a lot of Glee clips, in many countries this &#8220;official&#8221; content is not available due to local availability of the Official Fox Channel.</p>
<p>Another interesting point is that the interest toward Glee content seems to be more focused on the music aspect of the show instead of being focused on the story or on the characters (may users use YouTube as an audio tool just to listen to the songs). This lead to the fact that the large majority of comments speaks of the song (often comparing it with the original version) instead of speaking of the show.</p>
<p>The social network analysis of the YouTube friends connections shows that surprisingly there is just one macro element connecting almost all the authors of the most viewed videos together. Even when they are not directly connected as friends they share one or more connections. Despite that it is interesting to notice that the linking users (those who are not authors of the videos but seem to be shared connections among them) are not related to Glee but to a more general pop music fandom.</p>
<p>Enjoy the presentation:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_8113181"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/lrossi/glee-tube-mediamutation" title="Glee tube mediamutation">Glee tube mediamutation</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8113181" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"> View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/lrossi">Luca Rossi</a> </div>
</p></div>
<p>ps: Thank you very much to <a href="http://www.nottingham.ac.uk/cfm/staff/roberta.pearson">Prof. Roberta Pearson</a> and to <a href="http://lit.mit.edu/people/wuricchio.php">Prof. William Uricchio</a> for the Interesting discussion and the precious suggestions they gave to us.</p>
<p><!--:--></p>
]]></content:encoded>
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		<title>#elezioni2011 tweets per hour</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 13:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Research]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:en--><a href="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/05/tweetallora.png"><img src="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/05/tweetallora-300x189.png" alt="" title="tweetallora" width="300" height="189" class="alignnone size-medium wp-image-132" /></a><!--:--></p>
]]></content:encoded>
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		<title>#elezioni2011 tagcloud</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 10:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Research]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La tag cloud dei tweet con hashtag #elezioni2011 racconta molto della recente tornata elettorale. In particolare la rilevanza nazionale che ha assunto Milano e i suoi candidati (si noti come Batman controlli la Moratti) insieme ad una presenza importante del Movimento a 5 stelle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:en-->La tag cloud dei tweet con hashtag #elezioni2011 racconta molto della recente tornata elettorale. In particolare la rilevanza nazionale che ha assunto Milano e i suoi candidati (si noti come Batman controlli la Moratti) insieme ad una presenza importante del Movimento a 5 stelle.<br />
<a href="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/05/Immagine-2.png"><img src="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/05/Immagine-2-300x182.png" alt="" title="Immagine 2" width="300" height="182" class="alignnone size-medium wp-image-126" /></a><!--:--></p>
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		<title>Facebook and Administrative Elections in Italy</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 15:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Research]]></category>
		<category><![CDATA[University]]></category>

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		<description><![CDATA[Is it possible to use Facebook to predict the electoral outcome? Can we say one like, one vote? As a first step of a broader research about these topics we&#8217;ve started by counting the likes on Facebook pages of the candidates for the forthcoming administrative elections in Italy. The data are linked to the Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Is it possible to use Facebook to predict the electoral outcome? Can we say <em>one like, one vote</em>?<br />
As a first step of a broader research about these topics we&#8217;ve <a href="http://larica.uniurb.it/wpmu/201-2/">started by counting the likes on Facebook pages of the candidates for the forthcoming administrative elections in Italy</a>. The data are linked to the Facebook pages of the candidates so the they will be updated every time you refresh the page. It will be interesting to see how much these data will be different from the elections results. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Expedition of the Thousand</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 10:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[University]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;ve been through a crazy day at the Telecom Italia &#8220;Working Capital Initiative&#8221; event in Torino. Dressed in red like one the thousand we made a short presentation of the research projects funded last year (SIGSNA project was among those).  A new year of funding activity has started and &#8211; based on our SIGSNA experience [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/03/176786_10150159901685190_116106065189_8506602_4162179_o.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-115" title="176786_10150159901685190_116106065189_8506602_4162179_o" src="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/03/176786_10150159901685190_116106065189_8506602_4162179_o-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>I&#8217;ve been through a crazy day at the Telecom Italia &#8220;Working Capital Initiative&#8221; event in Torino. Dressed in red like <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Expedition_of_the_Thousand">one the thousand </a> we made a short presentation of the research projects funded last year (<a href="http://larica.uniurb.it/sigsna">SIGSNA project</a> was among those).  A new year of funding activity has started and &#8211; based on our SIGSNA experience &#8211; I can say: <strong>If you&#8217;ve got an idea (business or research doesn&#8217;t matter) go ahead and apply!</strong> It&#8217;s a good opportunity and you won&#8217;t find many more of these in this country.</p>
<p>The picture shows when during my short presentation Carlo Massarini labelled our SIGSNA research saying &#8220;<em>you&#8217;re some kind of  spies&#8230; &#8220;.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>#senonoraquando</title>
		<link>http://larica.uniurb.it/redline/2011/02/16/senonoraquando/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 09:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Research]]></category>
		<category><![CDATA[University]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[senonoraquando]]></category>
		<category><![CDATA[twapperkeeper]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[On Feb. 13th more than one million of Italian women and men gathered together in many Italian cities to protest over Berlusconi and to show their indignation provoked by Berlusconi&#8217;s recent sexual scandals. These are few data extracted from the tweets collected (via twapperkeeper) using the official #senonoraquando hashtag. PS: The small number of collected [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>On Feb. 13th more than one <a href="http://www.reuters.com/article/2011/02/13/us-italy-berlusconi-women-idUSTRE71C0QX20110213">million of Italian women and men gathered together</a> in many Italian cities to protest over Berlusconi and to show their indignation provoked by Berlusconi&#8217;s recent sexual scandals. These are few data extracted from the tweets collected (via <a href="http://www.twapperkeeper.com/">twapperkeeper</a>) using the official #senonoraquando hashtag.<br />
<em>PS: The small number of collected tweets rises more than one doubt on the reliability of Twapperkeeper as a research tool (at least 4 of my tweets &#8211; properly tagged &#8211; are missing).</em></p>
<p><a href="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/02/senonoraquando.png"><img src="http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/02/senonoraquando-212x300.png" alt="" title="senonoraquando" width="212" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-110" /></a></p>
<p>[<a href='http://larica.uniurb.it/redline/files/2011/02/senonoraquando.pdf'>PDF version</a>]</p>
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