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Non c’è due…

Quando non è passata una settimana dalla chiusura della seconda Web20con (o summit) c’è già qualcuno che parla di Web 3.0 (il link è ad un articolo del New York Times – registrazione gratuita richiesta).

L’ipotesi di fondo è che il Web 3.0 altro non sia che la realizzazione del progetto del Semantic Web.

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Il significato ed il futuro del semantic web

Ci vuole un pò a leggerlo ma questo documento di Nova Spivack è la migliore introduzione non tecnica al Semantic Web che abbia mai letto.

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La scienza del web

Mentre in Italia si discute sul futuro delle scienze della comunicazione, Tim Berners-Lee lancia l’idea della Web Science come punto di incontro fra fisica, biologia, computer science, psicologia e sociologia. Traduco per chi non legge in inglese i primi due paragrafi dell’articolo pubblicato qualche mese fa su Science.

Da quando è nato il World Wide Web ha cambiato il modo in cui gli scienziati comunicano, collaborano ed insegnano. Esiste tuttavia una crescente consapevolezza fra molti ricercatori che una chiara agenda per la ricerca finalizzata a comprendere il presente, l’evoluzione e le potenzialità del Web sia necessaria. Se vogliamo modellare il Web; se desideriamo i principi architetturali che ne hanno consentito la crescita; e se desideriamo essere sicuri che questi supportino i valori sociali di base quali la fiducia, la privacy, il rispetto per i confini sociali, allora dobbiamo definire questa agenda di ricerca che abbia il Web come focus primario di attenzione.

Quando ragioniamo di un’agenda per la scienza del Web, usiamo il termine “scienza” in due modi. Le scienze fisiche e biologiche analizzano il mondo naturale e cercano di trovare leggi microscopiche che estrapolate su un livello macro possono generare il comportamento osservato. La computer science, al contrario, anche se in parte analitica è essenzialmente sintetica: si occupa della costruzione di nuovi linguaggi e algoritmi volti a produrre nuovi comportamenti desiderati. La scienza del Web è la combinazione di questi due caratteristiche. Il web è uno spazio ingegnerizzato creato attraverso linguaggi e protocolli formalmente specificati. Tuttavia, poiché sono le persone a creare le pagine Web ed i collegamenti ipertestuali fra loro, la loro interazione genera trame emergenti su scala macroscopica. Queste interazioni umane sono, a loro volta, governate da leggi e convenzioni sociali. La scienza del Web deve dunque essere inerentemente interdisciplinare; il suo obiettivo è da un lato di comprendere la crescita del Web e dall’altro di creare approcci che consentano l’emergere di nuove trame potenti ed in grado di portare un maggiore beneficio.

Lezione del giorno: una chiara definizione è la premessa per lo sviluppo di qualsiasi disciplina.

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Sullo stato del semantic web

Bel post sull’enorme problema dell’intergrazione fra diverse ontologie nel semantic web. Nova Spivack, l’autore del blog, sta lavorando con la sua società Radar Networks a qualcosa di ancora piuttosto misterioso ma apparentemente molto interessante.

Credo che la spigazione di quello che stanno facendo è in questo post.

Il background cibernetico di Spivack è una garanzia di comprensione delle dinamiche dell’osservazione di secondo ordine che sono a fondamento dei maggiori successi del web.

Tenete d’occhio questi ragazzi…

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Tesi sul citizen journalism

L’ho scoperto da una rete di link a questo blog (ma si potrà???). Uno studente di Scienze della Comunicazione a Urbino, Alberto Berlini, sta facendo una tesi di laurea sul Citizen Journalism con una significativa parte dedicata al web 2.0. Il relatore è il presidente del corso di laurea, alcune parti del work in progress sono in inglese (e questo mi porta a supporre che anche altre parti sono adattamenti di contenuti disponibili in rete in lingua inglese), il progetto del lavoro mi sembra completo ed aggiornato ma forse più orientato sulle diverse tecnologie che sulla impatto sociale delle tecnologie stesse (è comunuqe sempre difficile scindere questi aspetti quando si parla di Web 2.0).  

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