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Adozione ed utilizzo dei social media negli atenei italiani

Anche quest'anno, con Alessandro Lovari, abbiamo analizzato le home page dei siti internet di tutti gli atenei italiani alla ricerca dei link agli spazi ufficiali sui social media. Da questi abbiamo raccolto tutti i dati disponibili attraverso le API delle diverse piattaforme e calcolato le performance dei diversi atenei sulle diverse piattaforme. Infine abbiamo calcolato il così detto University Social Media Performance Index (descritto brevemente qui e nel dettaglio qui).

I dati di maggiore interesse sono riassunti in questa info-grafica:

Ho anche aggiornato l'Osservatorio Università Italiane su Facebook con gli indirizzi di tutte le pagine rintracciate con la rilevazione 2012.

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Popolarità su Facebook e successo elettorale nelle amministrative 2012

Nel post precedente ho messo alla prova il modello sviluppato per le amministrative 2011 sui dati rilevati in questa tornata elettorale.

Vediamo come è andata.

Il modello ha funzionato nel 66,6% dei casi. Nello specifico il candidato con più Facebook Likes è risultato il più votato nel 41,6% dei casi (Catanzaro, Como, Genova, Lecce, Lucca, Monza, Palermo, Rieti, Taranto e Trani) ed è arrivato invece secondo nel 25% dei casi (Agrigento, Belluno, Brindisi, Cuneo, Gorizia e Pistoia).

Nel 2011 il modello aveva funzionato nell'82,1% dei casi (39,2%  primo e 42,86% secondo).

Nel 20,8% dei casi il modello ha previsto correttamente sia il candidato più votato che quello secondo classificato, ma in altrettanti casi il modello ha fallito completamente (in alcuni di questi casi non aveva alcuna chance visto che i candidati che hanno vinto non avevano una pagina Facebook).

L'indice di accuratezza della previsione è stato di 4,875 su 10. Nel 2011 questo indice ha fatto registrare performance simili (4,71).

Vediamo invece come è andata per quanto invece riguarda il secondo modello, il cui scopo è prevedere la percentuale di voti riportati da ciascun candidato.

Il margine di errore rilevato (candidate prediction gap) varia da un minimo di 0,07% ad un massimo di 70,54% (2011 CPG MIN: 0, MAX: 84,18).

Lo scarto medio fra le percentuali di voto e quelle di Likes è stato del -7,04% ovvero del 12,76% facendo la media dei valori assoluti degli scarti. Il primo valore è un indicatore di quanto la previsione sia sbilanciata in un senso o nell'altro (+ voti che like o + likes che voti), il secondo valore indica il margine di errore effettivo. Nel 2011 il CPG medio dei valori assoluti era 15,77% e l'ABS[CPG] -6,21%. Si tratta di margini di errori molto alti che rendono il modello così com'è poco utile dal punto di vista previsionale.

I 24 comuni capoluoghi con almeno due candidati con pagina Facebook avevano 5 e 16 candidati. Il 55,87% di questi candidati aveva una pagina Facebook che è stata monitorata nell'ambito di questo studio. Il margine medio di errore rilevato per comune ovvero ABS[Municipality Prediction Gap] è 15,24% con un massimo di scarto del 35,88% (Agrigento) ed un minimo del 4,70% (Genova). Nel 2011 l'ABS[MPG] rilevato fu 18,99% con un MIN di 5,09% ed un MAX di 51,99%.

Si conferma il rapporto fra ABS[MPG] e percentuale di candidati presenti con una pagina su Facebook rispetto al totale dei candidati. L'ABS[MPG] passa dal 24,78% dei comuni con meno del 33% di candidati su Facebook all'11,89% di quello dei comuni con oltre il 66% di candidati con pagina (nella categoria 34-66% l'ABS[MPG] è di 15,11%).

Confermato anche il rapporto fra dimensione della città (in termini di numero di elettori) e margine di errore. Nelle grandi città si ottengono previsioni più accurate che in quelle più piccole. Si passa infatti da un ABS[MPG] di 17,39% delle città con meno di 80000 elettori ad un ABS[MPG] intorno al 9% tanto per le città con un numero di elettori compreso fra 80000 e 200000 sia per quelle oltre i 200000.

Per quanto riguarda gli schieramenti si è proceduto a calcolare un Party Prediction Gap (PPG). Nel 2011 tutti gli schieramenti avevano ricevuto un maggiore consenso su Facebook, rispetto alle percentuali reali di voto, ma questa tendenza si faceva più evidente in rapporto ai partiti più estremi (sinistra PPG=-11,27% e destra PPG =-8,66%). Il partito invece meno sopravvalutato dal modello risultò il Centro Destra (PPG=-1,30%). Rispetto all'edizione 2011, sono stati aggiunti due nuovi schieramenti: Terzo Polo e Lega Nord. Il primo non esisteva nel 2011 ed il secondo era accorpato al risultato del Centro Destra. Proprio questi due nuovi schieramenti sono stati quelli più sottostimati dal modello Terzo Polo (PPG=4,58%) e Lega Nord (PPG=5,56%). La Destra è invece risultato lo schieramento più sopravvalutato nelle previsioni di Facebook (PPG=-18,71%).

Se dunque si conferma un maggiore attivismo online da parte dei supporter dei partiti più estremi, si evidenzia anche l'anomalia della Lega Nord. Accorpando infatti i dati della Lega Nord con quelli del Centro Destra, quest'ultimo torna ad essere fra gli schieramenti più sopravvalutati dal modello. Questi dati potrebbero far pensare ad un incidenza dei candidati (o meglio delle strategie e supporter) Lega Nord anche sul risultato del 2011. Quello che appare evidente è che le strategie di costruzione del consenso della Lega Nord (e forse la tipologia di elettori di questo partito) non sono passate, almeno in questa occasione, per Facebook.

Per il futuro intendo provare a perfezionare il modello basato sugli scarti prendendo in considerazione solo i voti ottenuti dai candidati effettivamente presenti con una pagina su Facebook e applicando dei correttivi basati sui risultati dei PPG dei diversi schieramenti. Inoltre vorrei capire quali variabili possono influenzare il margine di errore e l'indice di accuratezza in modo da costruire un indice di affidabilità delle previsione.

I dati sono disponibili in questo Google Spreadsheet.

Da oggi ho inoltre reso pubblicamente disponibile il working paper relativo allo studio del 2011: Giglietto, Fabio, If Likes Were Votes: An Empirical Study on the 2011 Italian Administrative Elections (January 16, 2012). Available at SSRN: http://ssrn.com/abstract=1982736. Una versione ridotta di questo articolo sarà pubblicata negli atti dell'ICWSM-12.

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Previsioni Facebook sulle elezioni amministrative 2012

Dopo la prima esperienza fatta con le elezioni amministrative 2011, ho deciso di raccogliere i dati delle amministrative 2012. Grazie alla indispensabile collaborazione di Agnese Vardanega e del suo team, sono riuscito a identificare e monitorare 116 pagine Facebook relative ai 229 candidati sindaco dei 26 comuni capoluogo che andranno al voto il 6 e 7 Maggio. Si tratta del 51,6% contro il 44,5% dell'edizione 2011 dell'indagine.  Come lo scorso hanno ho deciso di concentrarmi solo sull'utilizzo delle pagine e non su quello dei profili personali (per una panoramica complessiva sull'utilizzo del web da parte dei candidati 2012 si veda questo report). La raccolta dati è iniziata il 17 Aprile e si è conclusa con la rilevazioni di oggi 5 Maggio. Per ogni pagina individuata ho raccolta sia il numero di Likes che quello dei talking_about_count (una metrica di engagement della pagina che non esisteva nel 2011).

Nel complesso ho rilevato un totale di 80147 Likes (contro i 179003 del 2011). Nel 2011 i rinnovi delle amministrazioni dei 29 capoluoghi coinvolgevano un totale di 4724554 elettori. Il rapporto con i Likes era dunque del 3,78%. Al momento non ho il dato degli elettori totali per i capoluoghi 2012, ma una prima stima basata sul numero di abitanti dei comuni chiamati al voto farebbe pensare ad una flessione della partecipazione. Gli elettori chiamati al voto 2012 nei 26 comuni capoluoghi sono in totale 2846168. Il rapporto con i like è dunque sceso dal 3,78% al 2,81% (un calo del 25,6% rispetto all'anno precedente).

Seguendo quanto fatto lo scorso anno, per ogni candidato calcolerò un Candidate Prediction Gap (CPG) inteso come la differenza fra la percentuale di voti validi e la percentuale di Likes ricevuti sul totale di quelli ricevuti da tutti i candidati del comune presenti con una pagina su Facebook.

Lo scopo è quello di creare un semplicissimo modello previsionale che possa essere studiato e testato nel tempo con l'obiettivo di creare, eventualmente, un modello previsionale più articolato, basato su un numero maggiore di variabili ed auspicabilmente più preciso.

Per ogni comune provvederò poi a calcolare un Municipality Prediction Gap (ABS[MPG]) e per comprendere meglio gli effetti di alcune variabili saranno messi a confronto categorie di comuni omogenee per numero di abitanti e percentuale di candidati presenti con pagina su Facebook. Infine provvederò a classificare i candidati per area politica di appartenenza e calcolerò un Party Prediction Gap (PPG) e un ABS[PPG] . Lo scarto fra la previsione ed il risultato può essere negativo o positivo. Per questo motivo in alcuni casi ho calcolato la media dei valori assoluti degli scarti [ABS] per dare conto dell'effettiva distanza fra i valori e in altri casi, laddove era importante mettere in evidenza la direzionalità dello scarto la semplice media degli scarti.

Infine calcolerò un indice di accuratezza della previsione attribuendo ad ogni comune un punteggio in base alla seguente tabella:

Score
Most popular candidate on Facebook arrived second 3
Second most popular candidate on Facebook won 3
Second most popular candidate on Facebook arrived second 4
Most popular candidate on Facebook won 6

 

Lo studio sui dati del 2011 ha fatto registrare un CPG che variava fra 0 e 84,18% per una media degli scarti in valore assoluto di 15,77% e non in valore assoluto di -6,21% (il valore negativo indica che la percentuale di popolarità su Facebook era tendenzialmente superiore a quella effettivamente ottenuta dai candidati alle elezioni - anche per via del minore numero di candidati per città). Nel 2011, dopo aver escluso i tre comuni che presentavano meno di due candidati con pagina Facebook, il campione era rappresentato da 26 competizioni elettorali corrispondenti ad altrettanti comuni. Fra i candidati di questi comuni poco più della metà avevano una pagina Facebook (51,1%). Nel 2012 questa percentuale, relativa ai 24 comuni con più di un candidato presente con una sua pagina Facebook, è del 54,8%.

Fra le conclusioni dello scorso anno si notava che:

  • l'ABS[MPG] diminuiva al crescere della percentuale di candidati del comune presenti con una pagina su Facebook;
  • l'ABS[MPG] nelle grandi città era inferiore rispetto a quello delle città medie e piccole;
  • Lo schieramento di centro-destra era quello più sottostimato rispetto agli altri dalla previsione basata sull'analisi del consenso su Facebook. Quello meno sottostimato era invece lo schieramento di sinistra;
  • In base all'indice di accuratezza della previsione ho potuto osservare come il candidato che risultava primo nella competizione su Facebook, in oltre l'80% dei casi risultava vincitore o piazzato al secondo posto della competizione elettorale.

Sulla base di queste conclusioni vorrei provare a fare delle vere previsioni sui dati di quest'anno (con la premessa che si tratta di un gioco e che il minore interesse degli elettori rispetto al 2011 porterà con tutta probabilità a previsioni meno attendibili):

Hanno l'80% di vincere o arrivare secondi nelle rispettive competizioni elettorali:

  • Salvatore Pennica (Agrigento), scarsamente affidabile;
  • Corrado Parise (Alessandria), poco affidabile;
  • Mariangela Cotto (Asti), poco affidabile;
  • Jacopo Massaro (Belluno), scarsamente affidabile;
  • Mauro D'Attis (Brindisi), poco affidabile;
  • Salvatore Abrano (Catanzaro), poco affidabile;
  • Mario Lucini (Como), poco affidabile;
  • Gigi Garelli (Cuneo), poco affidabile;
  • Marco Doria (Genova), affidabile;
  • Giuseppe Cingolani (Gorizia), scarsamente affidabile;
  • Raffaele Mauro (Isernia), scarsamente affidabile;
  • Ettore Di Cesare (L'Aquila), scarsamente affidabile;
  • Massimiliano Mammì (La Spezia), scarsamente affidabile;
  • Paolo Perrone (Lecce), affidabile;
  • Alessandro Tambellini (Lucca), poco affidabile;
  • Roberto Scanagatti (Monza), poco affidabile;
  • Leoluca Orlando (Palermo), molto affidabile;
  • Roberto Ghiretti (Parma), poco affidabile;
  • Anna Maria Celesti (Pistoia), poco affidabile;
  • Simone Petriangeli (Rieti), scarsamente affidabile;
  • Ezio (Ippazio) Stefano (Taranto), poco affidabile;
  • Gigi Riserbato (Trani), scarsamente affidabile;
  • Sabrina Rocca (Trapani), poco affidabile;
  • Gianni Benciolini (Verona), molto affidabile.

Il calcolo dell'affidabilità tiene conto della dimensione del comune e della percentuale di candidati presenti con una loro pagina su Facebook.

Nei prossimi giorni tornerò sull'argomento per vedere come è andata e quali indicazioni si possono trarre in vista della costruzione di un modello più efficace (magari tenendo anche conto della metrica talking_about_this_count).

I dati che ho raccolto sono disponibili a https://docs.google.com/spreadsheet/pub?key=0AlvOxUU1s8RVdGlFUlYwUy1nWW5QYV9mNFFobng4eUE&output=html.

L'articolo relativo allo studio sui dati del 2011 è stato accettato per la pubblicazione negli atti e la presentazione nella sezione poster di ICWSM-12.

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Il Valore Reale del Denaro Virtuale. Dai giochi Online ai Mercati Valutari – Seconda Parte

Ecco la seconda parte del seminario "Il valore reale del denaro virtuale. Dai giochi Online ai mercati valutari" organizzato dal Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti dell'università degli Studi di di Urbino "Carlo Bo" in collaborazione con  l'Associazione Culturale NeuNet.

Come avevamo fatto per la prima parte del seminario, proponiamo i diversi interventi in video separati in modo da permettere, a chi volesse, di guardarli un po' per volta. Ogni singolo intervento, pur essendo collocato in un unico contesto, offre diverse sfaccettature del tema affrontato, per questo è importante dare il giusto rilievo ad ogni punto di vista. Le riflessioni e gli spunti emersi sono stati raccolti in un white paper (A. Bogliolo, F. Giglietto, P. Polidori, and F. Stradini, Il valore reale del denaro virtuale: dai giochi online ai mercati valutari, NeuNet white paper No. 12.001, 2012), scaricabile cliccando sul link.

Nei primi video pubblicati, dopo una breve introduzione, Alessandro Bogliolo e Paolo Polidori hanno affrontato rispettivamente da un lato le problematiche connesse al denaro virtuale dal punto di vista tecnologico,  informatico e applicativo e, dall'altro, gli aspetti della moneta virtuale vista come uno step nel processo evolutivo della moneta come sistema di scambio.

I video che pubblichiamo oggi completano il quadro delineato proponendo gli interventi di Fabio Giglietto e Francesca Stradini.

Fabio Giglietto esplora il denaro virtuale anche nel suo rapporto con i giochi online. In ambiente digitali il medium denaro viene riproposto e, per stimolarne la circolazione e il ricambio con il denaro reale viene simulata una condizione di scarsità di risorse. Le virtual currency, a seconda degli ambienti virtuali per cui sono create, presentano delle differenze e diverse implicazioni.

Se, da un lato, i giochi online generano denaro perché, ad esempio, per giocare è necessario e si è disposti a pagare; dall’altro generano un vero e proprio mercato del lavoro: c'è chi è disposto a pagare qualcun altro che giochi al suo posto pur di proseguire nel gioco. Per questo stanno nascendo dei nuovi imprenditori dall’altra parte del mondo che offrono questo servizio sfruttando operai/giocatori, i così detti gold farmers.

Il valore reale del denaro virtuale - Quarta Parte from Erica Reika on Vimeo.

L'intervento di Francesca Stradini (Diritto Tributario) si concentra sulla rilevanza fiscale delle transazioni online e problematizza le questioni fiscali che il denaro virtuale potrebbe far emergere.

Il valore reale del denaro virtuale - Quinta parte from Erica Reika on Vimeo.

Il video finale presenta il dibattito che apre a nuove prospettive da esplorare.

Il valore reale del denaro virtuale - Sesta Parte from Erica Reika on Vimeo.

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Osservatorio Università Italiane su Facebook

Oltre il 40% degli atenei italiani ha una presenza ufficiale su Facebook (fonte: http://ssrn.com/abstract=1978393). I dati cambiano tuttavia con frequenza quotidiana ed eventi specifici (come ad esempio le recenti nevicate) possono modificare significativamente l'intensità di utilizzo di questi strumenti da parte della comunità di riferimento di un ateneo. Per questo motivo ho deciso di dedicare un po' di tempo a realizzare uno strumento in grado di tenere traccia di questi cambiamenti nel tempo. A questo scopo ho raffinato alcuni strumenti che avevo già utilizzato in passato per creare un vero e proprio osservatorio che racconti gli atenei italiani su Facebook calcolando quotidianamente indici sintetici di popolarità, popolarità ponderata sul numero degli iscritti e trend dell'attività sulla pagina ponderato in base alla popolarità della pagina stessa.

Alla pagina dell'osservatorio troverete i dati aggiornati quotidianamente. Il reperimento dei dati è affidato ad un script che aggiorna automaticamente il foglio di calcolo prelevandoli da Facebook Graph, archivia i dati del giorno precedente e crea le tabelle riassuntive ed i grafici.

Il servizio è in fase sperimentale. C'è un problema noto che riguarda la pagina dell'Università di Foggia i cui dati sono disponibili solo ad utenti di Facebook autenticati (probabilmente è attivo qualche limitazione geografica o di età sul target di utenti che può visualizzare la pagina). Questo fa si che lo script non sia in grado di reperire i dati di quella pagina.

Potrebbero inoltre mancare delle pagine. Nella pagina dell'osservatorio è descritta la metodologia che ci ha consentito di individuare le pagine ufficiali. Potrebbero tuttavia essere intercorsi dei cambiamenti dalla data di rilevazione e nuovi atenei potrebbero aver aperto pagine ufficiali. Provvederò ad aggiungere queste pagine dietro segnalazione.

Vai alla pagina dell'osservatorio.

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Performance e diffusione dei social media nelle Università italiane

Alessandro Lovari, durante la scuola di dottorato Meris, mi ha proposto, avendo letto il post sulla popolarità delle pagine Facebook delle Università italiane, di sviluppare insieme l'idea di analizzare se e come gli atenei italiani usassero i social media.

Dopo un paio di incontri in Skype, qualche telefonata e diverse ore di lavoro abbiamo completato la scrittura di questo articolo che prende in esame le presenze ufficiali sui media sociali di tutte i 95 atenei italiani. Poco più della metà degli atenei è presente su almeno un social media. Facebook è il più diffuso seguito da YouTube e Twitter. Gli atenei di medie dimensioni e le università private sono più presenti ed attive. Per valutare meglio le performance delle Università sui social media abbiamo sviluppato un indice che abbiamo denominato USMPI ovvero "university social media performance index". Questo indice valuta la presenza e le performance degli atenei sui social media usando combinando una serie di metriche e rapportando alcune di esse alla dimensione dell'ateneo (i dettagli metodologici sono nel paragrafo 4.1 dell'articolo).

I dieci atenei che hanno fatto registrare le migliori performance sono:

Ateneo, USMPI

Libera Univ. Inter.le Studi Sociali "Guido Carli" LUISS-ROMA, 0.31
Università Commerciale "Luigi Bocconi" MILANO, 0.31
Politecnico di MILANO, 0.25
Università degli Studi di MILANO-BICOCCA, 0.24
Università degli Studi di URBINO "Carlo BO", 0.19
Libera Univ. degli Studi "Maria SS.Assunta" - LUMSA - Roma, 0.19
Università "Cà Foscari" VENEZIA, 0.17
Libera Università di lingue e comunicazione IULM-MI, 0.17
Università degli Studi di PAVIA, 0.16
Università degli Studi di UDINE, 0.16

USMPI nel complesso varia da un minimo di 0 ad un massimo di 0.31. La media è 0.0502 e la deviazione standard 0.07351.

L'indice è stato realizzato con l'intento di essere facilmente calcolabile con un intervento umano minimo o nullo. Tutte le metriche analizzate sono basate su dati esposti pubblicamente dalle API delle piattaforme di social media.

Maggiori dettagli sull'indice e su tutta la ricerca sono disponibili nell'articolo (in inglese) che abbiamo pubblicato, in versione pre-print, su ssrn.

Lovari, Alessandro and Giglietto, Fabio, Social Media and Italian Universities: An Empirical Study on the Adoption and Use of Facebook, Twitter and Youtube (January 2, 2012). Available at SSRN: http://ssrn.com/abstract=1978393.

Consigli e suggerimenti sono più che benvenuti :)

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